Non è necessario essere amanti della musica o intenditori di musica per godere degli enormi benefici che la musica è in grado di evocare in coloro che l’ascoltano. La scienza ci dice infatti che il cucciolo dell’uomo, “nutrito” costantemente e quotidianamente di musica fino dai primi istanti di vita (o ancor prima di nascere) presenta migliori capacità mentali, migliore memoria ed è più disponibile agli affetti e alla comunicazione.

La capacità di udire i suoni, e quindi la musica, inizia già durante la vita fetale. L’orecchio del feto inizia a svilupparsi verso la decima settimana di gravidanza, diventa funzionale entro la 18° settimana e diviene in grado di ascoltare attivamente dalla 24° settimana in poi.

Il feto ascolta la voce della mamma, il suo battito cardiaco, il suo respiro ritmico, come flussi e riflussi lontani. I suoni provenienti dalla madre e quelli provenienti dall’ambiente esterno vengono trasmessi attraverso il liquido amniotico e giungono al feto filtrati e attutiti. Questo insieme di suoni che raggiunge il feto gli arreca un senso di sicurezza e lo aiuta a crescere in maniera armonica.

21 Febbraio 2018
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